Ci si attende una diminuzione – oggettivamente non quantificabile e misurabile - delle introduzioni di specie aliene invasive e dei loro impatti, l‘aumento della consapevolezza della cittadinanza e di specifici target groups, una loro partecipazione attiva al contrasto delle IAS e una migliorata azione delle pubbliche amministrazioni con il raggiungimento dei seguenti risultati:

1) adozioni di codici di condotta e di buone pratiche da parte degli specifici target groups (almeno un’associazione di cacciatori e una di pescatori sportivi a livello nazionale, 500 professionisti, 200 operatori economici florovivaisti e commercianti di pets, 50 progettisti del verde) e di linee guida sulle gestione delle IAS in almeno 4 AAPP;

2) adeguata implementazione del Regolamento EU grazie all’attività di form/inform negli Enti pubblici competenti (almeno 115 persone tra ministeri e regioni)

3) migliorata governance del problema delle IAS attraverso la stesura di una Black list delle IAS di prioritario interesse per il Paese e di un documento di sintesi con idee guida/proposte emerse nel corso dell’attività di horizon scanning e priority setting da sottoporre al governo italiano come contributo della comunità scientifica nazionale (comunità scientifica formata: almeno 50 persone);

4) accresciuta informazione e consapevolezza nel pubblico con riduzione delle introduzioni volontarie e involontarie (maggiore attenzione su acquisto e gestione di pets e piante ornamentali); maggiore disponibilità delle pubbliche amministrazioni a operare e investire nel settore indotta dall'accresciuto interesse della cittadinanza grazie alla formazione del personale (almeno 100 operatori) che lavora a contatto con il pubblico nelle aree protette, negli zoo, negli orti botanici, nei musei e che parteciperà attivamente alle azioni di informazione e comunicazione fungendo da “moltiplicatore” della conoscenza anche dopo la conclusione del progetto ASAP; formazione di liberi professionisti, insegnanti, docenti/ricercatori (almeno 100 per categoria) che svolgeranno il ruolo di moltiplicatori della conoscenza dopo la fine del progetto; attività divulgative rivolte a scuole e cittadinanza intera, incluse le attività di citizen science (almeno 800 persone coinvolte in tutto il progetto).

A lungo termine l'implementazione del Regolamento EU, favorito dalle attività di progetto, potrebbe rallentare il tasso di introduzione di nuove IAS, come avvenuto in Nuova Zelanda grazie a una strategia complessiva di contrasto del fenomeno.