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"Primavera in Giardino" spazio al tema delle specie aliene invasive

Anche LIFE ASAP a “Primavera in Giardino”, la principale manifestazione dedicata al florovivaismo specializzato, con esposizioni sia per gli esperti del settore che per gli appassionati di giardinaggio.

L’evento, che si terrà negli spazi di Villa Pernis – Vacca (OR), il 10 e 11 marzo prossimi, prevede mostre, incontri, conferenze, installazioni e laboratori. Dallo scorso 8 ottobre il parco di Villa Pernis-Vacca fa parte del circuito dei Giardini storici della Sardegna, insieme ad altri sei siti di interesse storico-botanico. In questa diciottesima edizione di “Primavera in Giardino” trova spazio un convegno dedicato al progetto LIFE ASAP, che ha come obiettivo la sensibilizzazione dei cittadini sul delicato tema della prevenzione e gestione delle specie aliene invasive in Sardegna. La regione è, infatti, colpita dai danni causati dalle specie aliene invasive, tra le quali il punteruolo rosso e il giacinto d’acqua, capaci di minacciare l’economia e la biodiversità dell’isola. Sono previsti interventi anche nell’ambito del progetto LIFE RES MARIS e da rappresentanti del settore florovivaistico.

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22 maggio, Giornata Mondiale della Biodiversità

Specie aliene invasive tra le maggiori minacce al patrimonio naturale

Tra cambiamenti climatici, inquinamento e distruzione degli habitat naturali, sono numerose le minacce al nostro patrimonio naturale e alla biodiversità. Si stima infatti che il tasso di la perdita di specie sia oggi 1000 volte più veloce che in passato a causa dell’impatto del crescente impatto dell’uomo. Tra le cause più devastanti e difficili da contenere, la diffusione incontrollata delle specie aliene invasive.Negli ultimi 30 anni, il numero delle specie aliene nel nostro Paese, è aumentato del 96%. Piante e animali alloctoni invasivi possono causare l’estinzione delle specie autoctone, alterando la composizione delle specie presenti in una certa area, portando alla degradazione totale degli habitat che occupano o modificando le dinamiche di erosione del suolo.In occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità, istituita dalle Nazioni Unite e celebrata ogni anno il 22 maggio, Life Asap (Alien Species Awareness Program), il progetto europeo di formazione e informazione sulle specie aliene invasive e i loro impatti sul territorio, vuole porre l’accento su una delle principali minacce che la diversità biologica mondiale deve affrontare.

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Al via la formazione dei "moltiplicatori"

Al via il primo corso di formazione per i "moltiplicatori" per imparare a comunicare al pubblico le problematiche delle specie aliene invasive

Oggi e domani le due giornate di formazione dedicata ai “moltiplicatori”, organizzate dall'Università di Cagliari, partner del progetto Life ASAP, per fornire a giardinieri degli orti botanici e operatori didattici di musei, acquari e parchi naturali gli strumenti teorici e pratici per comunicare in modo efficace al grande pubblico il delicato tema delle specie aliene invasive, con un'attenzione particolare alla prevenzione e alla gestione.Queste figure professionali avranno, infatti, un ruolo cruciale per il successo del progetto ASAP perché dovranno essere in grado di comunicare l'importanza di ogni cittadino nella prevenzione di nuove introduzioni attraverso l’adozione di buone pratiche di comportamento sopratutto nell'acquisto e gestione responsabile di piante e animali.Il corso è tenuto dagli esperti di NEMO, società che opera in campo ambientale e partenr del progetto Life ASAP, in collaborazione con l’Università di Cagliari. Una combinazione di lezioni frontali partecipate e approcci laboratoriali di vario tipo, permetterà ai formatori di creare un ambiente stimolante per la condivisione e la comprensione delle problematiche connesse con le specie aliene invasive.

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Altre dodici specie da tenere d’occhio!

La Commissione Europea inserisce dodici nuove specie nella lista delle specie aliene invasive di rilevanza unionale

Salgono a 49 le specie aliene invasive di rilevanza unionale. È entrato infatti in vigore il 2 agosto il primo aggiornamento del Regolamento EU 2016/1141 contenente la lista delle specie aliene invasive (IAS) di rilevanza unionale; alle 37 già incluse nel Regolamento ne sono state aggiunte altre 12 (9 vegetali e 3 animali). Per queste specie gli Stati membri devono impegnarsi a prevenirne l’introduzione, la diffusione, il trasporto, il commercio e la riproduzione; devono adottare misure idonee per il rilevamento precoce della loro presenza e la loro immediata eradicazione oppure per il loro controllo permanente nel caso di specie già ampiamente diffuse. Delle 49 IAS inserite in questa lista, ben 33 (14 vegetali e 19 animali) sono presenti in Italia. Tra le piante di nuovo inserimento vi è la cosiddetta “erba degli alligatori” (Alternanthera philoxeroides), una amaranthacea acquatica originaria del Brasile che forma densissimi tappeti sulle sponde fluviali e sul pelo dell’acqua, causando gravi problemi idraulici, chimico-fisici ed ecologici; questa specie è oggi presente solo in alcune zone del Lazio e della Toscana, ma la facilità di diffusione attraverso i corsi d’acqua la rende estremamente pericolosa a scala nazionale. Un’altra new entry è il cane procione (Nyctereutes procyonoides), carnivoro originario dell’Asia orientale e diffusosi in Europa perché sfuggito alla cattività; attualmente è presente solo nel Nord-est. Il cane procione ha impatti fortemente negativi sulla biodiversità come predatore e come vettore di patologie molto gravi sia per la fauna selvatica sia per il bestiame sia per l’uomo. Alla luce di questo aggiornamento e dei problemi ambientali, economici e socio-sanitari causati da queste specie, aumenta l’impegno di ASAP nel fare informazione, formazione e comunicazione a 360 gradi sulle IAS, con l’obiettivo di creare consapevolezza sui rischi legati a queste specie, diffondere conoscenza e, in ultima istanza, diminuirne il tasso di introduzione e diffusione in Italia.Per saperne di più: pagina della Commissione Europea dedicata alle specie aliene invasive (in inglese) schede delle specie aliene invasive di rilevanza unionale (in inglese)

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ASAP al Museo civico di zoologia di Roma

LIFE ASAP sarà ospite di UIZA con un evento dedicato alle specie aliene invasive

Nell’ambito dell’Assemblea Generale Annuale UIZA (Unione Italiana Giardini Zoologici e Acquari), in corso a Roma, ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e lo staff del progetto LIFE ASAP (Alien Species Awareness Program) hanno organizzato, l’8 febbraio, l’incontro “Prevenire e mitigare l’impatto delle specie aliene invasive. Il ruolo dei Giardini Zoologici e degli Acquari”. L’iniziativa vuole ribadire il ruolo fondamentale rivestito in questo ambito sia dal personale tecnico – scientifico sia dagli operatori della didattica che lavorano nei giardini zoologici, negli acquari in considerazione del fatto che la loro attività li porta quotidianamente a contatto con numeri enormi di visitatori. Un’occasione quindi per confrontarsi sulle problematiche legate alla comunicazione sulle specie aliene invasive e per fare il punto sulle novità introdotte dalla recente normativa. Pubblicate, sul sito web UIZA, le slide degli interventi. Disponibile anche un video sui comportamenti corretti da tenere in viaggio realizzato dalla Regione Lombardia.

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Comunicare le specie aliene invasive, una sfida aperta

Non è semplice comunicare le specie aliene invasive ma molto si sta facendo in questa direzione. Il confronto, al Salone del Libro di Torino, dove è stato presentato oggi il volume per ragazzi "Per un pugno di ghiande". In occasione del Salone del Libro, in corso a Torino, botanici, zoologi, giornalisti scientifici e esperti di comunicazione si sono confrontati su strumenti e modalità per migliorare la divulgazione scientifica in questo settore. Perché, se comunicare la vita sulla terra, la biodiversità e le relazioni ecologiche dei sistemi viventi è complesso, raccontare temi meno conosciuti e spesso conflittuali, come quello delle specie aliene invasive, è una sfida molto impegnativa. Durante la conferenza è stato presentato, inoltre, il libro “Per un pugno di ghiande”, frutto della collaborazione tra Papik Genovesi, ricercatore ISPRA (Istituto Superiore per la protezione e la Ricerca Ambientale) e project manager del Life ASAP (Alien Species Awareness Program) e dell’illustratore Sandro Natalini. L’iniziativa è stata realizzata da Editoriale Scienza, ISPRA e Dipartimento Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi Università di Torino.

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Conferenza stampa di presentazione del progetto Life ASAP

Più di 3000 specie aliene presenti in Italia minacciano ecosistemi, salute e attività dell’uomo. Oltre 12 miliardi di euro ogni anno i costi della diffusione in Europa. Il 13 Gennaio presso l'Orto Botanico di Largo Cristina di Svezia in Roma è stato presentato il progetto LIFE Asap, che si prefigge l'arginamento della tutela delle specie autoctone “il più presto possibile ”, attraverso l’obiettivo di ridurre il tasso di introduzione di specie aliene invasive e mitigare i loro impatti, aumentando la consapevolezza della cittadinanza italiana. Il progetto Life ASAP coinvolge un gran numero di attori implicati a vario titolo nella gestione delle specie aliene promuovendo, attraverso incontri, seminari e tavole rotonde, l’adozione di codici di condotta volontari e di buone pratiche sulle specie invasive per cacciatori, pescatori sportivi, florovivaisti, commercianti di pet, professionisti (progettisti del verde) e delle linee guida sulle gestione delle specie aliene invasive nelle aree protette in almeno quattro Parchi Nazionali. Saranno realizzati sentieri natura di informazione sulle specie aliene invasive nelle aree protette e negli Orti botanici. Sono previste attività di formazione per il personale delle pubbliche amministrazioni (Ministeri, Regioni, ASL, ARPA...) e dei soggetti istituzionali coinvolti nelle ispezioni delle merci in transito (Uffici veterinari, CITES, Servizi Fitosanitari Regionali, Punti d’ispezione frontaliera…), a vario titolo competenti per l’attuazione del regolamento europeo. Anche le scuole saranno coinvolte attraverso kit educativi e manuali per gli insegnanti, mentre altre attività di informazione e coinvolgimento riguarderanno gli zoo con laboratori didattici, pannelli divulgativi, incontri a tema. Il MUSE di Trento divulgherà il materiale informativo di Life ASAP e metterà a disposizione i propri spazi per attività informative. Negli aeroporti romani verrà allestito un info point dove distribuire materiale informativo ai passeggeri in transito. Si realizzeranno concorsi per le scuole e attività di coinvolgimento della popolazione come la realizzazione di 12 bioblitz cui parteciperanno 1000 persone affiancati da esperti e una Smart App per le specie aliene. Verrà inoltre coinvolta la comunità scientifica italiana nella stesura di una Black list delle specie aliene di interesse prioritario per l’Italia e di raccomandazioni, definite tramite seminari e workshop, da sottoporre al governo italiano.

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E’ primavera, fioriscono le attività di educazione ambientale

Al via una nuova stagione di lavoro sul tema delle specie aliene e la biodiversità con tanti neo operatori

Dopo un inverno ricco di eventi e soddisfazioni, gli operatori del Life ASAP si apprestano ad avviare una nuova stagione di attività, forti del contributo dei nuovi arrivati, formati durante i mesi invernali dagli esperti di NEMO srl, che hanno girato l’Italia in lungo e largo per incontrare e formare operatori didattici e collaboratori di orti botanici, zoo, musei scientifici, acquari e aree protette, sulla tematica “Le specie aliene invasive: cosa e come comunicare al grande pubblico”.

In attesa di un bilancio conclusivo dell’intera azione (A4, per i patiti dei formulari LIFE), ci sembra doveroso ringraziare tutte quelle persone che ci hanno ospitato e fatto sentire a casa, condividendo con noi idee e incertezze sul delicato tema delle specie aliene invasive e delle implicazioni in termini di conservazione della biodiversità”. Hanno dichiarato Elena Tricarico e Alberto Inghilesi. Dove siamo stati? Andiamo per ordine. Prima di Natale eravamo a Roma, dove la Prof.ssa Loretta Gratani e i colleghi del Museo Orto Botanico ci hanno accolto, assieme ad altri formatori di ASAP di ISPRA e Regione Lazio. Dopo le festività, invece, siamo volati alle pendici dell’Etna, ospiti del Prof. Gian Pietro Giusso Del Galdo e dell’Orto Botanico di Catania. Successivamente è stata la volta di Siena, dove gli onori di casa sono spettati alla Dott.ssa Ilaria Bonini, che ci ha aperto le porte del Museo Botanico. La penultima tappa, invece, si è tenuta presso l’Orto Botanico di una piovosa Pavia, dove la Prof.ssa Silvia Assini, i suoi collaboratori e tutti i partecipanti ci hanno fatto sentire a casa. E arriviamo così all’ultima tappa della nostra maratona, con le giornate ormai allungate, in una soleggiata Roma, ospiti dei dottori Myrta Mafai e Massimiliano Di Giovanni al Bioparco di Roma, di nuovo assieme ai colleghi di ISPRA e Regione Lazio

Il successo del progetto ASAP passa per la collaborazione di tutti quei partner sostenitori che, a vario titolo, collaborano e condividono gli stessi obiettivi. Ma i veri attori del cambiamento che auspichiamo avvenga nel grande pubblico in merito al problema delle specie aliene invasive, sono i “moltiplicatori”, coloro che, con il loro bagaglio di esperienze e background di istruzione sempre diversi, lavorano per diffondere le tematiche ambientali, per informare correttamente e indurre un comportamento proattivo.

Vorremmo ringraziarvi uno ad uno, ma siete ben più di 500 e dunque ecco il perché di questo post.

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Flora d'Italia: quasi il 20% è aliena

A stabilirlo è una ricerca condotta da un gruppo di botanici italiani, i cui risultati sono stati pubblicati poche settimane fa sulla rivista scientifica “Plant Biosystems”.

Lo studio di Galasso e altri botanici, il cui link è riportato a fondo pagina, ha censito tutte le piante vascolari (specie, sottospecie e ibridi) aliene oggi presenti nel nostro Paese: sono ben 1597, di cui 221 invasive. In totale 1440 entità sono archeofite, ovvero introdotte dall’uomo prima della scoperta dell’America, e 157 neofite, di più recente introduzione; inoltre, alcune sono naturalizzate, altre in fase di naturalizzazione.Considerando le 8195 entità vegetali native dell'Italia (Bartolucci et al., 2018), il rapporto tra aliene e native è di circa 1:5, un rapporto estremamente preoccupante anche alla luce del fatto che il numero di piante aliene in Italia è drammaticamente aumentato nell'arco di quasi un decennio: siamo passati da 1023 nel 2010 (Celesti-Grapow et al., 2010) a 1597 oggi, anche se queste cifre totali comprendono anche specie non del tutto naturalizzate ma, verosimilmente, in corso di naturalizzazione (specie casuali).La Lombardia si aggiudica l’infelice primato di regione con il maggior numero di entità vegetali aliene, ben 776 di cui 111 invasive. Seguono Veneto (618, di cui 67 invasive), Toscana (580 aliene, 51 invasive), Trentino-Alto Adige (577 aliene, 40 invasive); in fondo alla lista il Molise, con 185 aliene di cui 26 invasive, e la Valle d’Aosta, con 149 aliene di cui 20 invasive.Gli impatti causati dalle piante aliene invasive sono molto gravi, ma va sottolineato che non tutte le specie vegetali aliene rappresentano un pericolo per la biodiversità e i servizi ecosistemici, per la salute umana e l’economia, e in generale si stima che solo il 10-15% delle specie aliene causi impatti negativi. Una stima più precisa sarà presto realizzata dalla Società Botanica Italiana.Unici responsabili dell'introduzione di piante aliene siamo noi, che volontariamente o accidentalmente introduciamo specie che rischiano di modificare profondamente l’ambiente in cui si insediano. Alla luce di questi numeri viene pertanto da chiedersi: quali scenari futuri ci attendono? L’Unione Europea ha recentemente approvato un regolamento che introduce un bando del commercio di alcune specie aliene animali e vegetali e obblighi di controllo. Attualmente le specie regolamentate in Europa sono 49, delle quali 33 sono presenti in Italia e di queste ben 14 sono vegetali. Ma di fronte ai numeri emersi da questo studio la nuova norma europea rischia di non essere sufficiente: è necessario un maggiore impegno di tutti, scoraggiando l’utilizzo delle specie vegetali invasive anche se non inserite nel regolamento europeo.Approfondimenti: Galasso et al., 2018. “An updated checklist of the vascular flora alien to Italy”Bartolucci et al., 2018. "An updated checklist of the vascular flora native to Italy"Celesti-Grapow et al., 2010. "Flora vascolare alloctona e invasiva delle regioni d'Italia"

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Giacinto d'acqua (Eichhornia crassipes)

Il giacinto d'acqua, Eichhornia crassipes (Mart.) Solms, è una specie esotica invasiva di rilevanza unionale originaria del bacino dell'Amazzonia dove costituisce la principale fonte di cibo del lamantino amazzonico. È una pianta acquatica, idrofita natante, appartenente alla famiglia delle Pontederiaceae, che vive sulla superficie di fiumi, canali e laghi delle regioni tropicali. La pianta, di dimensioni modeste, è costituita da cespi fogliosi con foglie tonde, lucide e piccioli carnosi, ricchi di un particolare tessuto, detto parenchima aerifero che favorisce il suo galleggiamento. La presenza di stoloni permette la produzione di numerosi individui che possono coprire molto rapidamente ampi specchi d'acqua. In primavera la pianta produce un'infiorescenza costituita da una spiga di fiori alquanto appariscenti di colore blu-viola, con macchie gialle sulla sommità dei petali superiori. Non sopporta temperature inferiori ai 10 gradi, predilige l'esposizione al sole, ma si abitua facilmente anche all'ombra, necessita di acqua ricca di nutrienti e con bassi livelli di salinità. La prima introduzione del giacinto d’acqua in Europa risale al 1823-25 quando alcune piante raccolte a Trinidad da David Lockhart furono consegnate ai giardini di Kew in Gran Bretagna. Negli anni successivi la specie risultava coltivata in diverse località inglesi e distribuita con il nome di Pontederia elongata. In breve tempo il giacinto d’acqua divenne una pianta comune in molti orti botanici, quali Parigi (1829), Vienna (1842), Amsterdam (1857), divenendo una specie ornamentale conosciuta ed apprezzata. Non si conosce la data esatta della sua prima introduzione in Italia, tuttavia il giacinto d’acqua risultava coltivato in diversi giardini botanici già nella seconda metà del XIX secolo, tra cui Padova e Napoli. Era inoltre presente in diversi cataloghi commerciali e quindi abbastanza facilmente disponibile in gran parte del territorio nazionale. La prima segnalazione relativa alla sua presenza spontanea in un ambiente naturale, risale al 1982 e si riferisce alla Sicilia. Successivamente, viene segnalato anche in Lazio (1983), in Friuli-Venezia-Giulia (2001), in Toscana (2006) e, più recentemente in Veneto (2012), Campania (2012) e Sardegna (2012). In quest'ultima regione si sono osservati i danni maggiori e sono stati sostenuti costi molto elevati per le operazioni di rimozione che, tuttavia, non hanno ancora consentito di eradicare la specie dall’isola. Il sito di maggior presenza è localizzato nella provincia di Oristano ed interessa un tratto di diversi chilometri del fiume Rio Mare ‘e Foghe (Riola Sardo). In generale, nella maggior parte delle zone del mondo a clima temperato, tropicale o sub-tropicale dove il giacinto d’acqua è stato introdotto dall'uomo per scopi ornamentali o per altri usi (ad esempio fitodepurazione), si sono verificati degli eventi accidentali che hanno consentito a questa specie di sfuggire dai siti di coltivazione ed occupare vaste aree di ecosistemi fluviali, acque interne, canali irrigui e navigabili, con gravi danni ambientali ed economici. È considerata, infatti, una delle 100 specie aliene invasive più dannose del mondo. I fitti tappeti galleggianti impediscono la penetrazione della luce, modificano il ciclo dei nutrienti e la velocità di sedimentazione, determinano la morte di gran parte della fauna fluviale, modificano la vegetazione acquatica, trasformano in maniera sostanziale gli ecosistemi invasi. Gli interventi di controllo sono molto costosi e necessitano di un elevato numero di ripetizioni per assicurare l’eradicazione. Possono avere successo solo se attivati nelle prime fasi del processo di invasione. Devono essere inoltre inseriti in più generali piani d’azione integrati che prevedano anche delle azioni di controllo delle qualità delle acque e la sensibilizzazione di tutti i portatori di interesse. La migliore strategia è quindi la prevenzione, con l’applicazione del divieto di commercializzazione, coltivazione e detenzione previsto dal Regolamento comunitario.Link Utili: http://www.europe-aliens.org/speciesFactsheet.do?speciesId=5380 http://www.iucngisd.org/gisd/species.php?sc=70 http://www.actaplantarum.org/flora/flora_info.php?id=2811

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I "moltiplicatori" del Parco Nazionale dell'Appennino Lucano, Val d'Agri e Lagonegrese

A Marsico Nuovo bilancio positivo della formazione di moltiplicatori di conoscenze

Si è appena conclusa a Marsico Nuovo, in provincia di Potenza, presso la sede dell’Ente Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, la ‘due giorni’ di formazione per operatori didattici di aree protette, orti botanici, musei scientifici, zoo e acquari sul tema “Specie aliene invasive: cosa e come comunicare al grande pubblico", il primo evento del Life ASAP presso uno dei quattro parchi nazionali cofinanziatori del progetto ASAP.

Quello delle specie aliene è un problema troppo spesso sottovalutato ma che rappresenta la seconda causa di perdita di biodiversità nel mondo – ha spiegato il presidente di Federparchi Europarc Italia, Giampiero Sammuri, intervenuto durante il corso – I parchi, in questo contesto, possono rappresentare un sistema avanzato di monitoraggio, gestione e informazione contribuendo significativamente al raggiungimento degli obiettivi. Per questo abbiamo partecipato al progetto Life ASAP, che attraverso azioni mirate, corsi e punti informativi dedicati, sta offrendo e offrirà un concreto aiuto alla conoscenza del problema e alla diffusione dei metodi per tutelare al meglio la nostra biodiversità

Il parco ha risposto positivamente con una partecipazione numerosa del suo personale e delle sue guide, cui si sono aggiunti operatori didattici, educatori e guide ambientali afferenti a numerose altre realtà locali, come la Cooperativa NovaTerra, l’Oasi fiume Alento, l’Ecosezione Murge-Movimento Azzurro di Matera, il CEAS Bosco Faggeto, il CEAS di Viggiano, il CEA Pollino, lo studio naturalistico Wildlife Research, Guardie ambientali d’Italia ed EnalCaccia.I moltiplicatori così formati sono e saranno una risorsa fondamentale per il nostro progetto in qualità di generatori di consapevolezza e diffusori del messaggio di ASAP sul territorio; non a caso saranno anche coinvolti in altre azioni del progetto, con una ricaduta importante proprio nel Parco Nazionale.L’organizzazione da parte di Federparchi è stata impeccabile; i formatori di NEMO hanno avuto modo di utilizzare il consolidato format con lezioni frontali partecipate e simulazioni di eventi e situazioni reali per “allenare” i moltiplicatori ad affrontare la sfida delle specie aliene invasive nel loro lavoro quotidiano. Molte sono state le idee e le proposte lanciate dai partecipanti, che in attività di gruppo hanno elaborato strategie di comunicazione per situazioni reali, ad esempio controbattere ad articoli faziosi e scientificamente scorretti, smontare bufale, descrivere e spiegare le ragioni di un intervento di gestione delle specie aliene invasive.

La notevole quantità di biodiversità e la presenza del lago del Pertusillo, nel quale sono presenti specie ittiche aliene, rende quanto mai opportuna l’adesione del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano al progetto Life ASAP.” Lo ha dichiarato Vittorio Triunfo, presidente del Parco, a conclusione del progetto. “La tutela della fauna e della flora autoctone e la difesa della biodiversità a tutti i livelli sono punti fondamentali dell’azione dei Parchi, anche attraverso la divulgazione e la sensibilizzazione sul problema delle specie aliene invasive, problema poco noto al pubblico ma di grande rilievo per specie e habitat. Sono soddisfatto della partecipazione dei nostri operatori perché la formazione è la prima azione di responsabilità per la salvaguardia consapevole della natura

Prossimo appuntamento il 16 e 17 ottobre al Parco Nazionale del Gran Paradiso!

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Ibis sacro, ospite sgradito nel Delta del Po

La fauna autoctona minacciata dal predatore onnivoro. Ma non è l'unica minaccia per la biodiversità locale.

La diffusione dell'Ibis sacro e di altre specie invasive e le problematiche connesse alla delicata convivenza tra uomo e specie autoctone nei territori del Delta del Po sono state oggetto di un convegno svoltosi, lo scorso 1 maggio, a Comacchio (FE). Tra le tante problematiche di cui si è discusso nel corso dell'evento, anche l'impatto sul territorio connesso alla diffusione dell'Ibis sacro,uccello di palude caratterizzato da un piumaggio uniformemente bianco e zampe, becco e coda nere. Introdotta localmente per fini ornamentali (parchi e giardini zoologici), in seguito la specie si è naturalizzata dopo fughe e rilasci. Ancora una volta è stato l'uomo il responsabile della sua introduzione.

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Il gambero alieno che clona se stesso

Uno studio internazionale svela come il gambero marmorato abbia colonizzato i corsi d’acqua a danno delle specie locali

Il gambero marmorato (Procambarus virginalis) è una specie aliena invasiva tornata recentemente agli onori della cronaca a seguito di un articolo scientifico pubblicato sulla rivista “Nature Ecology & Evolution” dal titolo “Clonal genome evolution and rapid invasive spread of the marbled crayfish”. Un team di ricercatori del German Cancer Research Center di Heidelberg, dell’Università dell’Illinois (USA) e dell’Università di Antananarivo (Madagascar), dopo aver sequenziato i genomi di 11 gamberi marmorati, ha scoperto che erano quasi identici e che questi animali, pertanto, non si riproducono sessualmente ma per partonogenesi. Una femmina può, infatti, produrre nuovi individui anche da uova non fecondate. Basta, quindi, la presenza di una sola femmina per dare origine ad una nuova popolazione, come accaduto nelle zone dove è stato introdotto (Madagascar, Giappone, Europa). Quali impatti può causare? È vettore di una patologia, la cosiddetta “peste del gambero”, causata da un fungo e responsabile del declino delle specie native di gamberi in Europa. Il suo impatto è potenzialmente molto negativo sulla biodiversità autoctona a causa dell’alimentazione onnivora e dell’alto tasso di riproduzione. Danni alla pesca sono stati riportati in Madagascar. Studi di laboratorio e di campo hanno evidenziato come possa essere anche una specie molto competitiva, anche con altri gamberi alieni invasivi già presenti in Europa. Per questi motivi la specie è stata inserita nella "Lista di specie aliene invasive di rilevanza unionale" del Regolamento EU 1143/2014. Tuttavia, è ancora molto diffusa nel commercio ornamentale online ed è necessaria la collaborazione dei cittadini per evitarne l’acquisto e, soprattutto, il rilascio in natura per evitare danni consistenti ai nostri ecosistemi. La popolazione presente nel nostro continente si è originata da un’unica femmina e gli individui che si trovano sono tutti cloni. Qualcuno suppone che la specie si sia originata in laboratorio, altri invece ipotizzano un’origine naturale. Il dibattito è ancora aperto. In Italia è stato osservato due volte in natura (in Toscana e nel delta del Po), ma non sembrano esserci popolazioni stabilizzate come in Germania. Il gambero marmorato, da non confondersi con il nordamericano Procambarus fallax, si adatta molto bene a varie condizioni, tra cui la cattività, ed è capace di tollerare temperature basse (come dimostrato dalle popolazioni presenti in natura in Germania) e di spostarsi anche fuori dall’acqua. Raggiunge in media i 10 cm totali di lunghezza (al massimo 13 cm), è onnivoro e, soprattutto, può riprodursi anche 2-3 volte l’anno, producendo fino a 500 uova per femmina. Nascono piccoli gamberi in miniatura che crescono velocemente e possono già riprodursi entro l’anno di vita. In media, un individuo vive 3 anni. Una vera piaga per gli ecosistemi in cui si insedia stabilmente!Approfondimenti:Gutekunst, J., Andriantsoa, R., Falckenhayn, C., Hanna, K., Stein, W., Rasamy, J. and Lyko, F., 2018. Clonal genome evolution and rapid invasive spread of the marbled crayfish. Nature ecology & evolution, p.1.

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Il mondo della ricerca in prima fila per fermare le IAS

Entra nel vivo il coinvolgimento degli scienziati nel progetto ASAP per la stesura della black list nazionale

Conclusa nei giorni scorsi la prima fase della campagna di comunicazione con il mondo scientifico: specialisti di biologia delle invasioni e ricercatori di diverse aree scientifiche si sono incontrati, tra febbraio e marzo, per definire le priorità d’intervento a livello nazionale nel contrasto alle specie aliene, con particolare attenzione alle specie aliene invasive (IAS). Il risultato di questa collaborazione sarà una lista di IAS prioritarie per l’Italia, che integrerà la lista di IAS di rilevanza unionale prodotta dall’Unione Europea e che sarà sottoposta al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per l’attuazione del Regolamento Europeo 1143/2014 e del Decreto Legislativo 230/2017.L'attività di coinvolgimento della comunità scientifica si è svolta attraverso tre workshop durante ai quali sono stati invitati ricercatori di biologia marina, botanici e zoologi in rappresentanza delle principali società scientifiche: la Società italiana di biologia marina, la Società botanica italiana, la Società italiana di scienza della vegetazione, l’Associazione teriologica italiana, il Comitato scientifico fauna d’Italia, l’Unione zoologica italiana, la Societas Herpetologica Italica e l’Associazione italiana ittiologi acque dolci. Durante ogni workshop sono state illustrate le basi normative della lista di specie di rilevanza nazionale e i criteri tecnici con cui costruiremo, nell'arco di un anno, questa lista: la prioritizzazione, ossia la scelta delle priorità su cui concentrare in futuro le azioni gestionali, e l’horizon scanning, letteralmente “uno sguardo verso l’orizzonte”, cioè un'analisi a 360° delle specie invasive non ancora presenti in Italia ma che potrebbero arrivare a breve, medio e lungo termine. Le fasi successive dell'azione consisteranno in un’analisi condotta dalle società scientifiche per individuare, per ogni gruppo tassonomico (specie marine, specie vegetali, vertebrati, invertebrati delle acque dolci, invertebrati terrestri), le potenziali specie da inserire nella lista; ci saranno poi vari momenti di confronto tra gruppi per la costruzione della lista finale, che contiamo di chiudere entro i primi mesi del 2019. Il lavoro da fare è ancora tanto, ma siamo partiti col piede giusto!

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Informati, pensa, viaggia!

Decolla la campagna di informazione negli aeroporti

Oggi, martedì 12 giugno, prende il via all’aeroporto di Fiumicino Leonardo Da Vinci, in collaborazione con la società Aeroporti di Roma, la campagna “Informati, pensa, viaggia” dedicata ai viaggiatori. Gli esperti dei parchi e della Direzione Capitale Naturale della Regione Lazio, appositamente formati, saranno presenti con un info-point al terminal 3 nell’area partenze “Terrazza di Roma”; qui incontreranno i viaggiatori e dialogheranno con loro sulle specie aliene invasive: cosa sono? Perché sono un problema? Quante specie aliene si possono nascondere nella terra che si attacca ai nostri scarponi? Cosa possiamo fare quando viaggiamo per evitare l’introduzione di piante e animali alieni? Per rispondere a queste e ad altre domande saranno disponibili opuscoli, video, gadget e giochi multimediali per tutti, grandi e piccoli, ma anche il “Decalogo del viaggiatore”, un piccolo memorandum sui comportamenti da adottare per non portare specie aliene in giro per il mondo e al contempo godersi i propri viaggi. L’iniziativa si ripeterà una settimana al mese fino a ottobre. Vi aspettiamo in aeroporto!

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Sei un viaggiatore?

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ISPRA e Arma dei Carabinieri insieme per il contrasto alle specie aliene invasive

Il progetto ASAP alla giornata dell’Arma dei Carabinieri dedicata ai progetti LIFE

Il 24 gennaio si terrà a Roma una giornata di seminari organizzata dall’Arma dei Carabinieri - Comando Unità per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare, e dedicata al nuovo programma LIFE 2018 – 2020, ai progetti LIFE di cui l’ARMA è beneficiaria e al ruolo della stessa nella gestione dei siti Natura 2000. Alla giornata parteciperà anche il coordinatore di ASAP, dott. Piero Genovesi, che presenterà gli aggiornamenti normativi in materia di specie esotiche invasive e le future sinergie tra ISPRA e Carabinieri nel quadro della formazione e della comunicazione sulle specie esotiche invasive e dell’attuazione della normativa vigente. L’incontro è riservato ai beneficiari dei progetti LIFE e ai gestori dei siti Natura 2000. Per la limitata capienza della sala è necessario prenotarsi mandando una mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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L’educazione ambientale parte dai Parchi

Nei Parchi Nazionali del Gran Paradiso e dell Parco dell'Arcipelago Toscano si sono tenuti i primi due workshop di progettazione delle attività di educazione ambientale sulle specie aliene invasive.

Il 9 e il 12 aprile, rispettivamente a Torino e a Grosseto, si sono svolti i primi due workshop per la progettazione condivisa dei percorsi e dei sussidi didattici da svolgere nelle scuole coinvolte nei percorsi di educazione ambientale. Gli incontri hanno visto gli operatori del progetto ASAP incontrare il personale e gli operatori didattici dei Parchi, già formati attraverso i corsi che si sono svolti a partire dall'autunno scorso come ampiamente riportato su questo sito.Si è trattato di workshop di condivisione del percorso di educazione ambientale e di stesura dei materiali didattici, propedeutico al coinvolgimento dei docenti e degli studenti dei territori in area Parco a partire dal prossimo anno scolastico.Gli incontri, che hanno visto la partecipazione complessiva di 30 persone, sono stati dei veri e propri laboratori progettuali indirizzati all'educazione ambientale e alla divulgazione scientifica e hanno avuto anche lo scopo di definire i contenuti del manuale didattico che sarà costituito da schede tematiche e schede attività.I prossimi due appuntamenti saranno organizzati negli altri parchi cofinanziatori del progetto Life ASAP, nell'Appennino Lucano e in Aspromonte.

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La flora aliena campione di corsa in montagna!

Le specie vegetali aliene si diffondono verso le alte quote al doppio della velocità rispetto alle specie autoctone.

Le piante aliene colonizzano le cime dei monti più velocemente delle specie autoctone. E' quanto emerge da uno studio recentemente pubblicato su Nature dal titolo “Human disturbance and upward expansion of plants in a warming climate”. Nel corso dell’indagine l’equipe internazionale di ricercatori capitanata dagli scienziati dell’Università di Padova in collaborazione con l’Università di Helsinki, il Biocenter di Würzburg e il Museo Finlandese di Storia, hanno analizzato oltre 130 mila dati sulla distribuzione delle piante raccolte nell'arco di 20 anni sul Monte Baldo, una montagna compresa tra le province di Trento e Verona che ospita una grandissima diversità di specie vegetali (circa il 40% di tutta la flora alpina). I risultati suggeriscono che gli ecosistemi montani temperati sono molto più suscettibili alle invasioni di piante aliene, più di quanto precedentemente ipotizzato e che, quando il disturbo umano è elevato, la velocità di diffusione può essere molto più rapida rispetto a quanto fin’ora stimato. Nelle regioni montane, il cambiamento climatico ha innescato una progressiva risalita verso l'alto della distribuzione delle piante e, sebbene ci siano prove evidenti che molte specie autoctone abbiano già spostato la loro naturale distribuzione verso quote più elevate, fin’ora poco si sapeva riguardo a quanto velocemente le specie aliene rispondono ai cambiamenti climatici. Nelle aree montane, già oggetto di drammatici cambiamenti della vegetazione a causa del riscaldamento globale in corso e l'aumento dell'attività umana, le invasioni delle comunità vegetali alpine da parte di specie esotiche rappresentano una significativa pressione aggiuntiva su questi ecosistemi vulnerabili. Inoltre, la presenza di strade facilita l'espansione verso l'alto di tutte le specie analizzate, ma le piante aliene si spostano più velocemente rispetto a quelle autoctone: per questo motivo, l'apertura di nuove strade in questi fragili ambienti dovrebbe essere valutata sempre molto bene, poiché l'aumento della densità di strade può accelerare l'invasione da parte specie aliene invasive.Lo studio è disponibile al link: https://www.nature.com/articles/nclimate3337.

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Le Specie Aliene Invasive e il progetto ASAP

in collaborazione con Società Botanica Italiana sezione sarda (SBIss)

Il 15 e il 16 giugno 2018 si terrà a Trinità d’Agultu, nella Sardegna settentrionale, la riunione sociale annuale della SBIss, quest’anno completamente dedicata al Progetto LIFE ASAP. La serata del 15 vedrà l’alternarsi di relatori, impegnati nel Progetto, che avranno il compito di coinvolgere e sensibilizzare l’intera popolazione sull’importanza della tutela del patrimonio naturalistico del loro territorio dalle invasioni biologiche. Il giorno 16 avrà luogo l’escursione sociale nel territorio comunale di Trinità d’Agultu e Vignola durante la quale si visiteranno siti di interesse naturalistico e fitogeografico, ricchi di specie endemiche, e sarà inoltre possibile osservare l’impatto delle specie aliene invasive su tali habitat. Per informazioni e iscrizioni consulta la locandina allegata.

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