Il progetto è articolato in azioni preparatorie (azioni A), azioni centrali (B), azioni di monitoraggio (C) e governance (E) del progetto stesso e infine azioni di disseminazione dei risultati (D).

A

Le azioni preparatorie consistono nella pianificazione e nella organizzazione dettagliata delle azioni centrali; esse, quindi, gettano le fondamenta di tutto il resto del progetto, azione per azione, definendone i tempi, le risorse umane ed economiche, i prodotti intermedi e finali, i messaggi comuni da trasmettere. I risultati delle azioni preparatorie saranno quindi il piano esecutivo degli interventi, il piano della didattica, il piano di comunicazione e la formazione destinata ai moltiplicatori, ossia a quei soggetti che garantiranno la replicabilità e la trasferibilità del progetto (per esempio guide, educatori e comunicatori delle aree protette, personale degli orti botanici, degli zoo e dei musei scientifici e altri).

B

Le azioni centrali o core actions consistono in campagne di comunicazione, informazione o formazione indirizzate a specifici stakeholders e al pubblico generico: pubbliche amministrazioni responsabili dell’attuazione del Regolamento EU 1143/2014; aree naturali protette (sia personale interno sia guide, educatori e visitatori); cacciatori e pescatori; orti botanici, zoo e musei scientifici (anche in tal caso sia personale interno sia guide, educatori e visitatori); mondo del commercio di animali da compagnia e piante ornamentali e produttive; professionisti che in vario modo interagiscono con specie invasive quali veterinari, dottori forestali, agronomi, pianificatori urbanistici e architetti del paesaggio; viaggiatori in transito negli aeroporti; personale aeroportuale di controllo delle merci (per esempio punti d’ispezione frontaliera, uffici CITES, servizi fitosanitari regionali); comunità scientifica; grande pubblico.

Per esempio, tra le azioni previste nelle aree protette e negli orti botanici vi sono la realizzazione dieci sentieri natura sul tema delle specie aliene invasive e la realizzazione di attività didattiche ed educative rivolte sia alle scuole (alunni, docenti, genitori) sia ai visitatori generici. Inoltre le aree protette di tutta Italia saranno oggetto di un web-survey teso a conoscerne i problemi legati alle IAS; i risultati saranno la base per la preparazione delle linee guida sulle IAS specifiche per le aree protette e per una intensa attività di formazione in quelle aree che devono affrontare le maggiori emergenze.

Negli zoo ci si avvarrà dei risultati positivi della pregressa campagna UIZA sulle IAS per svolgere attività di sensibilizzazione attraverso laboratori didattici, incontri tematici, cartellonistica, pannelli divulgativi. Il MUSE di Trento divulgherà il materiale informativo di ASAP e metterà a disposizione i propri spazi per le attività informative. Fra le attività destinate al grande pubblico vi sarà anche una campagna di citizen science, che punta a coinvolgere le persone nella raccolta di dati di campo sulle specie aliene invasive e in attività pratiche di controllo o eradicazione; si realizzeranno quindi 12 bioblitz e una campagna di reclutamento dei volontari che faranno citizen science e si creerà una app per segnalare le specie aliene invasive. Sempre per il grande pubblico saranno realizzati due grandi eventi – uno a Roma e uno a Milano – di sensibilizzazione sulle IAS con allestimenti molto scenografici e di forte impatto mediatico, tra cui una astronave con le sembianze di una specie aliena; saranno anche realizzati un edugame per smartphone, tablet e pc, un fumetto, un documentario, due concorsi fotografici e una campagna pubblicitaria con mini-spot per radio e televisione, banner per internet, comunicati stampa, interviste.

Altro esempio di attività per il pubblico è la campagna informativa negli aeroporti; difatti grazie alla disponibilità della società Aeroporti di Roma, negli scali di Ciampino e Fiumicino verrà allestito un info-point sulle IAS ove sarà disponibile del materiale informativo per i viaggiatori (opuscoli, video, una etichetta tematica per il bagaglio); inoltre nell’aeroporto di Fiumicino questa forma di comunicazione passiva sarà affiancata da una comunicazione attiva: il personale del progetto sarà periodicamente presente all’info-point per dialogare con i viaggiatori e sensibilizzarli sul problema delle specie invasive, in particolare sul ruolo degli aeroporti come pathways di ingresso e su cosa può fare il viaggiatore per contribuire a ridurre i rischi di introduzione, volontaria o accidentale.

Saranno organizzati tre workshop rivolti alla comunità scientifica e suddivisi per ambiente terrestre (specie vegetali e specie animali) e ambiente marino. Gli studiosi saranno anche coinvolti nella preparazione di una black list delle specie aliene invasive prioritarie per l’Italia e di una serie di raccomandazioni da sottoporre al Governo Italiano in vista dell’attuazione del Regolamento EU 1143/2014. Il metodo scelto per questa attività di priority setting è quello dell’horizon scanning, applicato da alcuni anni in vari campi della biologia della conservazione e che consiste nella ricerca sistematica delle minacce, opportunità e rischi futuri nell’ambito della gestione delle IAS.

C & E

Le azioni di monitoraggio del progetto hanno l’obiettivo di valutare quanto l’informazione, la comunicazione e la comunicazione contribuiranno a generare consapevolezza nei gruppi target e nel pubblico generico e quale sarà la loro risposta alle azioni. Esse consistono nella scelta e nell’analisi quantitativa di indicatori di risultato. Per esempio, un indicatore della risposta sarà dato dal numero di soggetti (orti botanici, zoo e musei, liberi professionisti, commercianti, associazioni di categoria, singoli cacciatori e pescatori) che adotteranno i codici volontari di condotta; un altro indicatore sarà dato dai risultati di un sondaggio con il pubblico generico che si svolgerà sia all’inizio sia alla del progetto.

Le azioni di governance hanno l’obiettivo di seguire passo passo l’andamento del progetto e consistono nel controllo del rispetto dei tempi, dell’uso delle risorse economiche e di personale e della realizzazione dei prodotti previsti, nell’analisi delle criticità e nella individuazione di azioni per superarle.

D

Le azioni di disseminazione dei risultati consistono nella produzione e diffusione dei materiali informativi previsti nelle azioni B (opuscoli, video, documentari, pannelli informativi, roll-up, sito web, social network), nella partecipazione a seminari e convegni e nella realizzazione di un meeting finale a cui saranno invitati i rappresentanti di istituzioni, comunità scientifica, associazioni ambientaliste, società civile. Il costante contatto con il mondo della stampa sarà un'importante attività di disseminazione comune a tutte le core actions; saranno regolarmente rilasciati comunicati stampa e interviste e sarà anche realizzato un educational tour per giornalisti. Sarà inoltre dato grande rilievo al networking con altri progetti LIFE e non LIFE sulle IAS e su Rete Natura 2000.