Il granchio americano
che ha fatto l’autostop fino in Spagna

Avvistato per la prima volta nel 2012 nel Delta dell’Ebro,
il granchio reale oggi rappresenta il principale prodotto della pesca locale

Vorace e quasi senza predatori, il granchio reale, o granchio blu (Callinectes sapidus), è stato avvistato per la prima volta nel Delta dell’Ebro nella costa mediterranea della Spagna nel 2012. Da quel momento la popolazione è aumentata in modo esponenziale, a danno delle specie native e obbligando il settore della pesca ad adattarsi e a cercare nuovi mercati per questo prodotto.

Il granchio reale è originario della costa orientale degli Stati Uniti, dove viene pescato in quantità per uso alimentare: in alcune regioni, infatti, viene considerato una prelibatezza. E’ stato probabilmente trasportato fino al Mediterraneo come forma larvale nelle acque di zavorra delle navi, come evidenzia la forte presenza di questa specie nei porti di Castellón e Barcellona.

Nel suo habitat naturale, il granchio diventa inattivo con il calo delle temperature in inverno, ma è perfettamente a suo agio alle temperature del Mediterraneo, soprattutto nei recenti tiepidi inverni. Inoltre, lungo le coste del Mediterraneo vi sono anche molte zone umide, ideali per le femmine che necessitano sia di acqua dolce che di acqua salata per completare il ciclo riproduttivo. Il Delta offre un ambiente idoneo per il prosperare della specie, ma sono stati riscontrati esemplari di granchi reali anche nei fiumi dell’entroterra e lungo tutta la costa. Le femmine possono produrre fino a 8 milioni di uova anche per 18 volte in due anni. La gestazione dura dai 30 ai 50 giorni e gli stadi giovanili crescono rapidamente, divorando di tutto, anche i loro conspecifici, con le loro grandi chele e le loro potenti mascelle. Nel Delta dell’Ebro, infatti, la raccolta di granchi e bivalvi locali ha subito un grave crollo, raggiungendo alcuni casi estremi in cui il granchio reale rappresentava l’unico prodotto pescato.

L’eradicazione di questa specie non è più possibile, e la pesca intensiva sembra rappresentare l’unica soluzione per controllare la specie, tra l’altro con un risvolto economico interessante per la vendita di questo prodotto.

- Articolo su The Guardian

Foto: Wpopp - licenza CC BY-SA 3.0

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